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SAY NO TO PINKWASHING AT THE USSF! PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione   

Stand With usCondividiamo, sosteniamo e diffondiamo:
Dal 22 al 26 Giugno, persone provenienti da tutti gli Stati Uniti e altrove parteciparanno ad una conferenza con la missione di costruire e discutere di giustizia nel Social Forum negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Tuttavia gli incontri dei Social Forum  che si svolgono in tutto il mondo, spesso ricreano o perpetuano le ingiustizie sociali che si propongono di affrontare. Al USSF 2010 di Detroit, Michigan, un'organizzazione sionista con sede a Los Angeles, California, chiamata Stand With Us ha programmato la conduzione di un workshop che avrebbe potuto essere chiamato "Perché non si dovrebbe supportare la Palestina". I Queers arabi rispondono alla preparazione del Workshop scrivendo: "Noi sottoscritte organizzazioni Queer arabe, siamo esterrefatte per la decisione del Social Forum di permettere a Stand With Us di sfruttare l'evento come una piattaforma per mascherare i crimini di Israele nella regione mediorientale. Stand With Us cinicamente opera la manipolazione delle persone queer per la lotta al Medio Oriente, attraverso il suo workshop dal titolo LGBTQI Liberazione in Medio Oriente. 
"La nostra lotta è profondamente intrecciata con la lotta di tutti i popoli oppressi, e non possiamo accettare di essere utilizzati come strumento per screditare la causa palestinese. Stand With Us vorrebbe far credere che la causa palestinese è indegna a causa dell'omofobia che esiste in seno alla società palestinese, come se l'omofobia non esistesse altrove, e come se le lotte per la giustizia si basassero su una sorta di intrinseca 'bontà' degli oppressi, piuttosto che sui principi di libertà, giustizia e uguaglianza per tutti, ovunque. Stand With Us vorrebbe incasellare in compartimenti stagni le nostre credenze, le vite e le identità in modo che la solidarietà per la lotta queer precluda solidarietà con gli altri. "

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Giugno 2010 18:20
 
Le lesbiche ugandesi alle 5 giornate lesbiche (5GL) PDF Stampa E-mail
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Scritto da Sarah   

bandiera_ugandacinque giornate lesbicheAlla Casa Internazionale delle donne di Roma, dal 2 al 6 giugno si sono svolte le “5 giornate lesbiche – mutamenti, autorappresentazioni, progettualità” e in particolare giovedì 3 giugno si è tenuto l'incontro con Kasha Jaqueline Nabagesera, presidentessa dell'associazione ugandese Farug (Freedom and Roam Uganda) curato dal gruppo separatista 'Pianeta Viola' di Brescia.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Giugno 2010 22:12
 
"Delle lesbiche si parla solo quando finiscono sulla cronaca... nera". PDF Stampa E-mail
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Scritto da Sarah per Globales   
donna_frammentiNel panorama italiano del terzo millennio le lesbiche sono le grandi assenti, come lo erano ovunque nel secolo scorso, nella lontana Nuova Zelanda o nella più vicina Francia.
Ora in molti Paesi le lesbiche non hanno più timore di dichiararsi tali, ambiscono a ottenere cariche pubbliche  e talvolta le ottengono, nel nostro Paese, invece, sembrano ancora essere animali mimetici, invisibili.
Delle donne omosessuali non si parla, se non quando sono protagoniste di fatti delittuosi e in tali casi l'omosessualità attira sempre una grande attenzione.
Il rapporto lesbico, intuito ma mai espresso chiaramente, libera la curiosità e scioglie le briglie della fantasia di giornalisti e artisti.
Ultimo aggiornamento Martedì 09 Marzo 2010 23:47
 
Pauline Parker e Juliet Hulme PDF Stampa E-mail
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Scritto da Sabrina per Globales   
Juliet_Hulme_001Pauline_ParkerPauline Parker ha poco più di 14 anni, nel 1952, quando incontra Juliet Hulme alla Girl high school a Christchurch una città sulla costa orientale della Nuova Zelanda.
Pauline vive con la madre Honora Parker ed il padre Herbert Rieper, commerciante di pesce, mentre invece Juliet Hulme è figlia di un'insigne scienziato, rettore dell'università di Canterbury College e  di una madre dell'alta borghesia che lavora nella comunità come consulente matrimoniale.
Ultimo aggiornamento Martedì 09 Marzo 2010 20:37
 
Nadia Roccia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Elisabetta per Globales   

nadia_rocciaQuattordici marzo 1998, Castelluccio dei Sauri, provincia di Foggia: viene rinvenuto dai carabinieri in un garage il cadavere di una ragazza di diciotto anni, Nadia Roccia, morta per strangolamento. Accanto al suo corpo ci sono: una sciarpa( che poi risulterà essere quella utilizzata per uccidere la giovane donna), una corda usata per simulare il suicidio ed una lettera di addio, nella quale Nadia avrebbe scritto di essersi uccisa perchè  lesbica ed innamorata, non corrisposta, di Anna Maria (una delle assassine).

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Marzo 2010 14:49
 
Elena Casula PDF Stampa E-mail
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Scritto da Sarah per Globales   

donna morta stesa sul lettoLa sera di lunedì 17 gennaio 2005 Elena Casula, infermiera, uccide soffocandola con un cuscino la ex fidanzata Maria Daniela tocco, medico.
Stando a quanto ricostruito dai quotidiani Casula avrebbe invitato nella propria abitazione la ex convivente con una scusa, forse un anello da restituire, con la reale intenzione di riallacciare un rapporto ormai chiuso, Tocco infatti sembrava non esser più così certa del proprio orientamento sessuale, o forse non sopportava più di vivere con la compagna che nel frattempo aveva ripreso a bere.
Le due avrebbero litigato, Casula avrebbe strattonato la sciarpa di Tocco che stava andandosene facendola cadere, o forse avrebbe tentato di strangolarla con la sciarpa, in entrambi i casi la dottoressa, dal fisico minuto, avrebbe perso i sensi, Casula l'avrebbe allora adagiata sul letto e soffocata con il cuscino, la mente ottenebrata dall'alcool.

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Marzo 2010 20:02
 


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Il lesbismo è un reato punito dalla legge in: Afghanistan, Algeria, Angola, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita, Barbados, Bhutan, Botswana, Burundi, Camerun, Comore, repubblica Dominicana, Emirati Arabi, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea, Iran, Libano, Liberia, Libia, Malesia, Maldive, Marocco, Mauritania, Mozambico, Oman, Quatar, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, São Tomé e Principe, Senegal, Siria, Solomone, Somalia, Sri Lanka, Sudan, Tanzania, Togo, Trinidad e Tobago, Tunisia, Uganda, Yemen.

In alcuni paesi e dove si segue la legge religiosa islamica (shari'a) come nel nord Nigeria e nella Somalia meridionale, è prevista la pena di morte.

Link consigliati

Link consigliati da GlobaLes:

ellexelle: il sito web della comunità lesbica italiana
ILGA: International Lesbian and Gay Association
rete Agatergon: uguaglianza, diritti, differenza, rispetto

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Pillole

La rivoluzione lesbica non è solo la sovversione di un Ordine morale ma è anche il sovvertimento del mito della femminilità. Volere la "normalità" all'interno di un corpo sociale normativo che riposa sull'istituzione più reazionaria che ci sia e la più oppressiva riguardo al soggetto ragazza e al soggetto donna (in realtà a-soggettate), volere insomma essere fagocitati/e dal nemico denuncia un abbandono totale del senso della libertà, per sè e per gli altri. Jacqueline Julien, 2005 [5]

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